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Cosa è possibile imparare in una giornata formativa con i cavalli

Per riuscire ad instaurare una buona relazione e poter fare delle cose insieme al cavallo è necessario equilibrare tra loro le “3 L”.
E se riuscissimo ad utilizzarle efficacemente anche nelle relazioni interpersonali? 

ArticoloHorsemanshipNella formazione esperienziale, ancor più quella fuori dalle aule, si utilizzano spesso metafore e contesti atti a favorire lo sviluppo della persona sotto il profilo emozionale e a far in modo che siano poi quelle emozioni a guidare la successiva fase di apprendimento cognitivo attraverso la riflessione sull’esperienza vissuta.

Il continuo spirito di ricerca, che contraddistingue chi ha nella propria mission quello di favorire  lo sviluppo del potenziale umano, ha portato tutto il nostro team a coinvolgersi in una giornata formativa con i cavalli, anche con il desiderio di poter offrire nuove possibilità di apprendimento alle persone e alle aziende con le quali collaboriamo. Il nostro amico e collega Sandro Cacciatori ci ha guidate a comprendere e sperimentare alcuni dei principi di base del metodo naturale di lavoro denominato Parelli Natural Horsemanship.

Questo metodo permette di lavorare  a stretto contatto con il cavallo  evitando qualsiasi tipo di costrizione, cercando di ottenere dei risultati attraverso un rapporto di collaborazione e partnership con l’animale, che va continuamente rinnovato e mai dato per scontato.

Lavorare con questo metodo significa riuscire a costruire una relazione empatica con il cavallo, instaurare fiducia e intimità nella comunicazione per fare squadra con lui, allenandosi a chiedere e gratificare e rinunciando a comandare e punire.

Il  metodo prevede 7 “giochi” che, applicati a diversi livelli, permettono di far adottare al cavallo determinati comportamenti. Durante l’attività formativa è stato possibile per ognuna di noi coinvolgersi in prima persona nel mettere in pratica i diversi esercizi volti a creare una connessione con il cavallo, poi un clima di fiducia e successivamente cercare di chiedere e ottenere dal cavallo determinate risposte.

Per riuscire ad instaurare una buona relazione e poter fare delle cose insieme al cavallo è necessario equilibrare tra loro le “3 L”, ossia:

Leadership – in una relazione c’è bisogno di leadership e a seconda della situazione, chi ha questo ruolo deve proteggere l’altro, farsi riconoscere, ma anche rispettarlo nei suoi spazi, avere una visione del punto di arrivo per saper condurre e guidare trasmettendo fiducia e sicurezza.

Love – ogni relazione ha bisogno di nutrimento e gratificazione sincera, se ottieni quello che chiedi ricordati di ringraziare perché quello che si riceve non va dato per scontato;

Language – utilizzare il nostro linguaggio del corpo per comunicare con l’altro, nel rispetto delle sue caratteristiche e cercando di comprendere i bisogni che ha per adeguare le strategie di lavoro con lui.

Tutto ciò che si sperimenta negli esercizi con il cavallo è una splendida metafora di quello che ci accade quotidianamente nella gestione delle relazioni umane; ci può aiutare a riflettere rispetto al nostro modo di entrare in relazione con gli altri, alle strategie che mettiamo in atto, alla fissità di alcuni nostri schemi mentali, spesso inadeguati rispetto al contesto che si è venuto a creare. Si può allenare e comprendere, direttamente sul campo, il nostro stile di leadership costruendo poi dei parallelismi con le situazioni personali e professionali che ci richiedono di esprimere questa competenza complessa e ricca di sfumature.

Infine, e inevitabilmente, quando ci si sperimenta e ci si mette alla prova, si impara soprattutto a conoscersi e comprendersi meglio come “esseri umani in relazione”, con sé stessi, con gli altri, e con il mondo.

Mascia Alberti

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